La Fondazione Leggendaria di Catanzaro

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La storia di Catanzaro affonda le sue radici in un intreccio tra mito e realtà, che si dipana a partire dall’antica Skilletion, città magno-greca situata a pochi passi dall’attuale quartiere marinaro. La leggenda narra che Ulisse, l’eroe omerico, sia il fondatore di questa città affacciata sullo Jonio, mentre altre tradizioni attribuiscono questo onore a Menesteo, l’ateniese reduce dalla guerra di Troia.

Perché proprio questo luogo? L’Istmo di Catanzaro è il punto più stretto d’Italia, dove i Golfi di Sant’Eufemia e Squillace distano solo una trentina di chilometri, un passaggio obbligato lungo l’antica rotta tra Oriente e Occidente. Secondo alcuni studiosi, proprio qui Ulisse approdò, nella mitica “Terra dei Feaci” descritta da Omero, con la sua reggia collocata nell’area di Teura, l’antica Tiriolo.

Così, la leggenda vuole che Ulisse abbia fondato l’antica Skilletion, poi nota come Scolacium sotto i Romani, un baluardo di controllo sul versante jonico dell’istmo, mentre dall’altro lato dominava Terina. Fondata come presidio militare agli inizi del VI secolo a.C., Skilletion attraversò secoli di alterne vicende; oltre alle sue funzioni strategiche, divenne luogo di scontro decisivo durante la Seconda Guerra Punica.

Tra il 218 e il 202 a.C., durante questo conflitto che vide l’Italia schierarsi al fianco di Cartagine contro Roma, Skilletion fu rifondata da Annibale e ribattezzata “Castra Hannibalis”. Proprio in questa zona si svolse una delle battaglie più cruente della storia antica. Nel 207 a.C., tra Montepaone e Soverato, le truppe romane guidate dal console Marco Claudio Marcello si affrontarono con l’esercito cartaginese di Annibale. In questa ferocia si persero ottantamila vite, mentre il campo di battaglia, delimitato a nord dal “Tumulus” della valle del Corace, cambiò per sempre il volto di quei luoghi.

Il “Tumulus”, ricordato da Plinio, Tito Livio e Plutarco, era il luogo dove Annibale tese un’imboscata a un gruppo esplorativo romano, uccidendo i consoli Marcello e Crispino. Le loro teste vennero portate a Roma come cupo monito. Ancora oggi, lungo la vecchia statale 106, una colonna di granito ricorda questo episodio, con l’iscrizione latina che celebra la vittoria di Annibale e il nome “Piano Sanguinario” attribuito a quella pianura.

Dopo queste turbolenze, la città venne rifondata da Caio Gracco e visse un periodo di prosperità soprattutto durante l’età Giulio-Claudia, con monumenti che ne raccontano il prestigio. Sotto l’imperatore Nerva, intorno alla fine del I secolo d.C., nacque la colonia Minerva Nervia Augusta Scolacium, nuova testimonianza dell’importanza strategica del luogo.

In epoca tardoantica, la zona diede i natali a Flavio Magno Aurelio Cassiodoro, celebre studioso e fondatore del Vivarium, uno dei centri precursori delle università in Europa, dove si trascrivevano e custodivano testi antichi. Questo centro sorse vicino all’altezza di Monte Castello, alla foce del fiume Alessi.

Il declino iniziò durante la guerra greco-gotica del VI secolo d.C., segnando l’inizio della fine per Skilletion, abbandonata nel VIII secolo. Seguendo un’usanza comune all’epoca, gli abitanti si ritirarono sulle alture circostanti, dando vita ai nuovi centri abitati: una parte fondò Squillace, mentre il nucleo principale si spostò prima sullo Zarapotamo (oggi quartiere di Santa Maria) e successivamente nell’area del Triavonà, dove nacque l’attuale Catanzaro.

La guida di questo esodo fu affidata ai due capitani bizantini Cattaro e Zaro, che accompagnarono le genti rivierasche nel cuore di una nuova storia.

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