MARCA – Museo delle Arti Catanzaro: Un Viaggio tra Seta e Capolavori

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Descrizione attrazione

Lungo quella che un tempo era la strada Nazionale per Tiriolo (oggi via Alessandro Turco), si erge un palazzo che custodisce una doppia anima: quella industriale di un glorioso passato legato alla seta e quella artistica di un presente che celebra secoli di creatività calabrese.

Palazzo Marincola: Quando l’Industria Diventa Arte

Il MARCA trova dimora in quello che rappresenta l’ultima testimonianza architettonica dell’epoca d’oro della sericoltura catanzarese. Questo affascinante edificio, conosciuto come Palazzo Marincola, nasconde dietro la sua elegante facciata neoclassica una storia industriale straordinaria.
La saga inizia a metà Ottocento con don Fedele Biamonte, visionario imprenditore che costruì “fuori la Porta di Terra” il primo stabilimento della città: metà bozzoliera per l’allevamento dei preziosi bachi da seta, metà filanda per la lavorazione del prezioso filato. Nel 1857, i fratelli Filippo e Luigi Marincola – baroni di San Floro e cognati dello stesso Biamonte – acquisirono e ampliarono l’edificio, trasformandolo in quello che le cronache dell’epoca definirono “la più perfetta filanda che abbia avuto Catanzaro”.
L’architettura stessa racconta questa vocazione industriale: l’ala nord, più lunga e caratterizzata da una teoria continua di finestre su entrambi i piani, rivela gli antichi spazi di lavoro, mentre la ciminiera che si staglia verso il vallone della Fiumarella testimonia l’innovativa filatura a vapore che rese celebre lo stabilimento in tutto il Meridione.

Un Palazzo che Respira Storia

Sviluppato su due piani attorno a una corte centrale, con suggestivi ambienti ipogei che sfruttano la particolare conformazione del terreno, l’edificio presenta una facciata di rara eleganza. Il bugnato liscio a fasce, interrotto da archi a tutto sesto e grandi finestre, culmina nel portale d’ingresso sormontato dallo stemma baronale in marmo dei Marincola. Le paraste bugnate del primo piano e il cornicione aggettante retto da mensole neoclassiche con motivi a triglifo completano un insieme architettonico di notevole pregio.

La Rinascita Artistica: Dai Telai alle Tele

Dopo aver cessato l’attività produttiva tra fine Ottocento e inizio Novecento – come accadde a tutte le filande cittadine – l’edificio visse una seconda vita come sede dell’Istituto Provinciale per Sordomuti. Ma il destino più nobile lo attendeva nel presente: diventare scrigno di una delle collezioni artistiche più significative della Calabria.

I Maestri della Scuola di Cortale

Il cuore pulsante del museo è rappresentato dalla straordinaria collezione di 39 tele di Andrea Cefaly senior, capostipite della scuola pittorica di Cortale. Tra i capolavori che non potete perdere: l’intenso “Autoritratto”, la mistica “Madonna dell’Uva”, la drammatica “Barca di Caronte”, il vivace “Cavadenti” e l’enigmatico “Chi compra Manfredi?”. La “Famiglia in terrazza” completa un corpus che testimonia la maestria di questo artista nell’interpretare sia il sacro che il profano.
Accanto al maestro, brillano le opere dei suoi allievi: Gregorio Cordaro, Guglielmo Tomaini, Raffaele Foderaro, in un dialogo artistico che attraversa generazioni di pittori calabresi.

Tesori dal XV al XX Secolo

La collezione spazia attraverso cinque secoli di arte, con pezzi di eccezionale valore storico-artistico. Dalla chiesa dell’Osservanza provengono due gioielli assoluti: la “Madonna della Ginestra” di Antonello De Saliba (1508), parte centrale di un polittico perduto, e la preziosa croce-reliquiario di Fra Michele de Angioii (1535), un capolavoro di oreficeria sacra che racconta le storie della Vergine e di Cristo.
Non mancate la “Madonna in gloria” di Battistello Caracciolo, testimonianza della grande pittura napoletana del Seicento, e i quattro suggestivi paesaggi di Salvator Rosa che trasportano l’osservatore nelle atmosfere romantiche del secolo d’oro.

Contemporaneità e Tradizione

Il museo celebra anche l’arte moderna con una sezione dedicata a Mimmo Rotella, il geniale catanzarese che ha rivoluzionato l’arte contemporanea con i suoi décollages. Le opere della Fondazione Rotella dialogano sorprendentemente con i capolavori antichi, creando un percorso espositivo di rara intensità emotiva.
La gipsoteca di Francesco Jerace, con il bozzetto de “L’Azione” per l’Altare della Patria di Roma, completa un panorama artistico che abbraccia scultura, pittura e arti applicate.

Un’Esperienza Multisensoriale

Gli oltre 2000 metri quadri di spazi espositivi sapientemente allestiti offrono un percorso che è insieme viaggio nella storia industriale di Catanzaro e immersione nell’arte calabrese. Qui, tra le antiche mura che un tempo risuonavano del fruscio della seta, oggi risuona il silenzioso dialogo tra capolavori che raccontano l’anima più profonda di questa terra di confine tra Oriente e Occidente.
Il MARCA non è solo un museo: è un luogo dove il tempo si stratifica, dove l’industria si trasforma in bellezza, dove ogni sala racconta un capitolo diverso della straordinaria creatività calabrese.

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