“Wi-fi di famiglia- Il segnale va e viene”

30 Maggio 2026, 20:00
Immagine dell'evento “Wi-fi di famiglia- Il segnale va e viene”

Descrizione evento

Ci sono silenzi che fanno più rumore delle parole.

Silenzi che nascono dentro le case, nelle famiglie, nei rapporti tra genitori e figli, nelle difficoltà quotidiane che spesso nessuno riesce a raccontare davvero.

È da qui che nasce “Wi-Fi di Famiglia: il segnale viene e va”, lo spettacolo promosso da AVE AMA – Associazione Volontari per la salute mentale di Catanzaro, che conclude il percorso laboratoriale del progetto “Fiori nel Deserto”, giunto ormai alla sua quinta edizione.

Uno spettacolo che affronta con autenticità e delicatezza temi oggi sempre più presenti nella vita delle persone: isolamento emotivo, disagio relazionale, difficoltà comunicative, fragilità psicologiche e quel senso di distanza che, spesso, può esistere anche all’interno della stessa famiglia.

Il teatro diventa così uno spazio di ascolto e inclusione.
Un luogo in cui le emozioni possono finalmente trovare voce.

Da anni il progetto “Fiori nel Deserto” utilizza il linguaggio teatrale come strumento di crescita personale, relazione e integrazione sociale, offrendo alle persone coinvolte la possibilità di trasformare il proprio vissuto in esperienza condivisa.

Un percorso che si ispira ai principi della Legge Basaglia e a una visione della salute mentale fondata sull’umanizzazione delle cure e sulla partecipazione della comunità.

Attraverso il lavoro laboratoriale, i partecipanti hanno potuto costruire relazioni autentiche, recuperare fiducia in sé stessi e affrontare il disagio non come limite, ma come possibilità di incontro e consapevolezza.

Lo spettacolo rappresenta il risultato finale di questo intenso percorso umano e artistico, realizzato sotto la regia di Egidio Gemelli e con il supporto della compagnia teatrale ANTROPHINO.

In un tempo in cui ansia, isolamento e difficoltà relazionali coinvolgono sempre più persone, soprattutto giovani e famiglie, “Wi-Fi di Famiglia” prova a fare una cosa semplice ma fondamentale: riportare al centro l’ascolto.

Perché il teatro, quando incontra la vita vera, può ancora diventare cura, relazione e comunità.

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