{"id":1053,"date":"2025-07-17T06:27:04","date_gmt":"2025-07-17T04:27:04","guid":{"rendered":"https:\/\/visit.catanzaro.it\/?post_type=attraction&#038;p=1053"},"modified":"2025-10-21T12:03:57","modified_gmt":"2025-10-21T10:03:57","slug":"palazzo-del-comune-gi-de-nobili-dove-la-storia-incontra-il-potere","status":"publish","type":"attraction","link":"https:\/\/visit.catanzaro.it\/index.php\/attraction\/palazzo-del-comune-gi-de-nobili-dove-la-storia-incontra-il-potere\/","title":{"rendered":"Palazzo del Comune (gi\u00e0 De Nobili): Dove la Storia incontra il Potere"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">1784, rifacimenti sec. XX<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sulla via <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Giovanni <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Jannoni, sorge l&#8217;elegante sede del Municipio: un palazzo che racchiude in s\u00e9 oltre due secoli di storia cittadina, dalle origini settecentesche come dimora nobiliare fino alla trasformazione in simbolo del potere civico. Questa \u00e8 la storia di un edificio che ha ospitato re e sindaci, che ha visto nascere l&#8217;Italia unita e crescere la Catanzaro moderna.<\/span><\/p>\n<h2><b>Dalle Ceneri del Terremoto: La Nascita (1784)<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il palazzo nacque nel 1784 dalle ceneri del devastante terremoto del 1783, quando la famiglia De Nobili della Bagliva decise di costruire la propria dimora patrizia su quella che allora era chiamata Croce di Santa Chiara, per la vicinanza al trecentesco convento delle Clarisse (oggi sede della Legione dei Carabinieri).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La costruzione dovette rispettare i rigidi parametri antisismici imposti dal governo borbonico: solo due piani, piano terra e piano nobile, una limitazione che paradossalmente contribu\u00ec a creare un&#8217;architettura di rara eleganza e proporzioni perfette.<\/span><\/p>\n<h2><b>L&#8217;Architettura Originaria: Eleganza Settecentesca<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il palazzo settecentesco mostrava la sua nobilt\u00e0 attraverso una facciata caratterizzata da:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Bugnato liscio al piano terreno, dove si aprivano botteghe<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Portale in pietra a tutto sesto al centro (oggi trasformato nell&#8217;arco ribassato dell&#8217;androne)<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Fascia marcapiano che separava i due livelli<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Balconi semplici al piano nobile<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Oculi ovali per l&#8217;illuminazione delle soffitte<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Cornicione modanato aggettante<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<h2><b>La Visita Reale: Giuseppe Bonaparte (1806)<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il momento di massimo splendore della dimora nobiliare arriv\u00f2 dal 24 al 26 aprile 1806, quando Re Giuseppe Bonaparte fu ospite del barone Emanuele De Nobili e di sua moglie Olimpia Schipani.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per accogliere degnamente il sovrano, la baronessa fece tappezzare le sale con raso celeste broccato con sete policrome e amaranto, tessuto appositamente creato con un motivo decorativo a piccoli fiori. Questo prezioso tessuto sopravvive ancora oggi e viene utilizzato per &#8220;vestire&#8221; le lesene e gli archi della Basilica dell&#8217;Immacolata durante la solennit\u00e0 della Madonna.<\/span><\/p>\n<h2><b>Il Passaggio al Comune: Una Vendita Forzata (1863)<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il 23 giugno 1863, con atto del notaio Spadola, la famiglia De Nobili fu costretta a vendere il palazzo per motivi finanziari. Il Comune lo acquist\u00f2 per 67.998 lire, una cifra considerevole che rifletteva l&#8217;importanza dell&#8217;edificio: sedici vani di prima classe, sei di seconda e dodici di terza classe.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nonostante una lunga vertenza legale intentata dai De Nobili nel 1883 per invalidare la vendita, nel 1912 la causa fu definitivamente vinta dal Municipio, che inizi\u00f2 i lavori di trasformazione dell&#8217;edificio.<\/span><\/p>\n<h2><b>La Trasformazione Novecentesca: Dal Settecentesco al Neorinascimentale<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tra il 1933 e il 1935, e successivamente nel dopoguerra, il palazzo sub\u00ec una radicale trasformazione che gli confer\u00ec l&#8217;aspetto attuale. La vecchia facciata settecentesca fu sostituita da una nuova in stile neorinascimentale, ispirata a:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Palazzo Fazzari di Catanzaro<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Palazzo Valery di Bastia (Corsica), opera dell&#8217;architetto G. Poggi<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<h3><b>La Nuova Facciata: Simbolo di Prestigio Civico<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;attuale prospetto \u00e8 un trionfo di eleganza istituzionale:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Bugnato al piano terra interrotto da aperture finestrate<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Cornice marcapiano che divide i due livelli<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Finestre del piano nobile con alternanza di timpani semicircolari e triangolari<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Asse centrale portale-balconata con balaustrata su modiglioni<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Stemma della citt\u00e0 che corona il balcone centrale<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Cornicione modanato sorretto da mensole<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<h2><b>La Corte: Un Capolavoro Neoclassico<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il cuore del palazzo rimane la corte centrale, dominata dal maestoso scalone a tenaglia voltato a botte e a crociera. Questo elemento architettonico, pavimentato in marmo bianco negli anni &#8217;70 dell&#8217;Ottocento dal sindaco Francesco de Seta, funge da filtro tra la corte e la Villa Regina Margherita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La facciata dello scalone mostra caratteri neoclassici con:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Quattro paraste tuscaniche al piano terreno con trabeazione decorata a triglifi<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Quattro paraste ioniche al piano superiore<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Cornicione modanato che un tempo correva lungo tutta la gronda<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<h2><b>Gli Interni: Arte e Potere<\/b><\/h2>\n<h3><b>Il Salone di Rappresentanza<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il salone centrale \u00e8 un trionfo di eleganza istituzionale, arricchito da:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Arredi d&#8217;epoca di grande pregio<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Stucchi decorativi raffinati<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Soffitto a cassettoni in legno con lo stemma cittadino di Guido Parentela<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Ritratti a olio dei sindaci, opere di Andrea Cefaly e Tony Pileggi<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<h3><b>La Sala del Consiglio: Un Affresco della Storia<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La moderna Sala del Consiglio ospita un grandioso affresco che rappresenta &#8220;L&#8217;esaltazione della storia della citt\u00e0 di Catanzaro nei suoi vari aspetti&#8221;. L&#8217;opera, realizzata tra il 1958 e il 1961, fu assegnata a Ugo Ortona ma materialmente eseguita da Tarcisio Bedini per motivi di salute del primo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;affresco si sviluppa su due parti:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Parte centrale: 3,72 x 9,70 metri<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Parte laterale: 3,72 x 15,92 metri<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<h2><b>Un Palazzo, Due Anime<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Palazzo del Comune rappresenta la sintesi perfetta tra passato aristocratico e presente democratico. Dalle sale che ospitarono re Giuseppe Bonaparte agli uffici che oggi servono i cittadini, questo edificio incarna la trasformazione di Catanzaro da citt\u00e0 feudale a capoluogo moderno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La sua architettura racconta questa evoluzione: dalle proporzioni settecentesche pensate per una famiglia nobile alla facciata neorinascimentale che esprime la dignit\u00e0 delle istituzioni repubblicane. Ogni pietra, ogni decorazione, ogni ambiente porta i segni di questa trasformazione storica.<\/span><\/p>\n<h2><b>Un Simbolo Vivente<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Oggi, mentre i cittadini catanzaresi attraversano il suo androne per raggiungere gli uffici comunali, o mentre il Consiglio si riunisce sotto il grande affresco che celebra la storia cittadina, Palazzo del Comune continua a essere quello che \u00e8 sempre stato: il cuore pulsante di Catanzaro, il luogo dove si decidono i destini della citt\u00e0, dove il potere si mette al servizio della comunit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Un edificio che ha saputo reinventarsi senza perdere la propria dignit\u00e0, che ha trasformato l&#8217;eleganza privata in bellezza pubblica, che continua a rappresentare l&#8217;orgoglio civico di una citt\u00e0 che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici nobiliari.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1784, rifacimenti sec. 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