{"id":1066,"date":"2025-07-17T06:27:04","date_gmt":"2025-07-17T04:27:04","guid":{"rendered":"https:\/\/visit.catanzaro.it\/?post_type=attraction&#038;p=1066"},"modified":"2025-10-21T12:03:57","modified_gmt":"2025-10-21T10:03:57","slug":"palazzo-ruggero-raffaelli-dalla-preghiera-al-potere-civile","status":"publish","type":"attraction","link":"https:\/\/visit.catanzaro.it\/index.php\/attraction\/palazzo-ruggero-raffaelli-dalla-preghiera-al-potere-civile\/","title":{"rendered":"Palazzo Ruggero-Raffaelli: dalla preghiera al potere civile"},"content":{"rendered":"<p>1577, rifacimenti 1881<br \/>\nArchitetto: Michele Manfredi<br \/>\nAll&#8217;incrocio tra Corso Mazzini e via De Seta, addossato alla cinquecentesca chiesa di San Francesco di Paola, sorge uno dei palazzi pi\u00f9 stratificati e affascinanti di Catanzaro: Palazzo Ruggero-Raffaelli. Questo edificio racconta una storia lunga oltre quattro secoli, dalla fondazione come convento dei Padri Minimi nel 1577 fino alla trasformazione ottocentesca in dimora privata, testimoniando le grandi trasformazioni sociali, religiose e urbanistiche che hanno segnato la citt\u00e0.<\/p>\n<p>I Padri Minimi: Custodi della Spiritualit\u00e0 Francescana<\/p>\n<p>La Fondazione del Convento (1577)<br \/>\nIl complesso nacque nel 1577 come convento dei Padri Minimi o &#8220;Paolotti&#8221; di San Francesco di Paola, ordine religioso fondato dal santo calabrese. Il convento si inseriva nella rete di case religiose che caratterizzavano la Catanzaro del Cinquecento, diventando presto un punto di riferimento spirituale e culturale per la citt\u00e0.<\/p>\n<p>Il Terremoto del 1638: Prima Ricostruzione<br \/>\nIl Padre Pandulfo O.M. nelle sue memorie racconta come il convento originario avesse &#8220;un dormitorio grandissimo e doppio, nel quale oltre al comune ambulacro ogni cella aveva il suo ligello&#8221;. Ma il 6 aprile 1638, un forte terremoto colp\u00ec la provincia calabrese. Sebbene Catanzaro, &#8220;per intercessione del S. Padre (San Francesco) e di S. Vitaliano suo protettore, non fu soggetta ad alcun danno doloroso&#8221;, gli edifici del convento furono danneggiati.<br \/>\nI Padri decisero allora di &#8220;abbassare lo stesso Convento e cos\u00ec abbassato di tenerlo totalmente a freno con delle catene e di ridurlo alla forma che si vede&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;Et\u00e0 dell&#8217;Oro: Padre Paolo Gaspa (1715)<br \/>\nNel 1715, su iniziativa del Padre Paolo Gaspa e su progetto di un architetto messinese, il convento visse una stagione di grande splendore. Fu costruita una &#8220;grande cisterna in mezzo al chiostro&#8221; che rese celebre il convento e fu di grande utilit\u00e0 per tutti i cittadini di Catanzaro.<br \/>\nL&#8217;intervento fu cos\u00ec radicale che gli edifici &#8220;non sembrassero quelli che c&#8217;erano dapprima ma (sembrassero) del tutto diversi&#8221;, con il refettorio adornato e spostato, il chiostro e le celle ricondotte &#8220;ad una forma pi\u00f9 bella&#8221;.<\/p>\n<p>Il Terremoto del 1783: La Fine di un&#8217;Epoca<\/p>\n<p>La Devastazione<br \/>\nIl 5 febbraio 1783, il disastroso terremoto che colp\u00ec 397 centri abitati della Calabria Ulteriore (82 dei quali furono completamente rasi al suolo) non risparmi\u00f2 il complesso conventuale. Le cronache narrano che del monastero dei &#8220;Paolotti&#8221; rimasero solo i muri laterali gravemente danneggiati, mentre tutte le opere in legno furono distrutte.<\/p>\n<p>La Soppressione: Cassa Sacra e Dispersione<br \/>\nCon l&#8217;istituzione della Cassa Sacra, il convento fu soppresso insieme ad altri undici conventi della citt\u00e0 e 236 case religiose della Calabria Ulteriore. Furono venduti e dispersi tutti i beni, tra cui la &#8220;ricchissima ed importante biblioteca&#8221;, perdita culturale di inestimabile valore.<\/p>\n<p>L&#8217;Ultimo Tentativo (1796-1809)<br \/>\nI Padri Minimi tentarono un ritorno nel 1796, ma il decreto del 7 agosto 1809 del periodo murattiano deliber\u00f2 la definitiva soppressione del convento e il conseguente abbandono della citt\u00e0 da parte dei &#8220;Paolotti&#8221;.<\/p>\n<p>La Trasformazione Civile: Dall&#8217;Alienazione al Palazzo<\/p>\n<p>La Frammentazione della Propriet\u00e0<br \/>\nCome riporta il manoscritto di Giacomo Frangipane, il comprensorio dell&#8217;antico convento fu occupato da diversi proprietari:<br \/>\n&#8211; Annibale Rivoiro (a ponente)<br \/>\n&#8211; Cristallo, Raffaelli ed altri (sui lati di mezzogiorno, oriente e tramontana)<\/p>\n<p>I Problemi dell&#8217;Acquisizione<\/p>\n<p>Le cronache riportano che la vendita caus\u00f2 &#8220;parecchi danni alla famiglia Ruggero, Suriano e Folino&#8221;. L&#8217;ultimo occupatore, Tommaso Pudia, &#8220;cedendo a scrupolo di coscienza credette rinfrancarsi con rinnovarne le fabbriche e decoro della Chiesa annessa&#8221;.<\/p>\n<p>Il Rifacimento Ottocentesco: Michele Manfredi (1881)<\/p>\n<p>I Lavori di Rettificazione del Corso<br \/>\nNel 1881, la parte denominata &#8220;Casa Ruggero&#8221; fu interessata da lavori di ristrutturazione progettati da Michele Manfredi nell&#8217;ambito della rettificazione del Corso Vittorio Emanuele. I lavori comportarono:<br \/>\n&#8211; Taglio dell&#8217;intera facciata e allineamento con il prospetto della chiesa<br \/>\n&#8211; Sistemazione degli ambienti residui su tutti i piani<br \/>\n&#8211; Abbattimento parziale del fabbricato<\/p>\n<p>Le Scoperte Archeologiche<br \/>\nDurante i lavori furono rinvenute strutture dell&#8217;antica fabbrica conventuale:<br \/>\n&#8211; Volte a botte e a crociera al piano terreno<br \/>\n&#8211; Una cisterna (probabilmente quella del 1715)<br \/>\n&#8211; Pilastri e ambienti del cinquecentesco chiostro<\/p>\n<p>L&#8217;Architettura: Due Facciate, Due Epoche<\/p>\n<p>Il Prospetto su Corso Mazzini: Eleganza Tardobarocca<br \/>\nLa facciata principale presenta una decorazione ottocentesca ricercata legata al gusto tardobarocco:<br \/>\nStruttura Compositiva:<br \/>\n&#8211; Tre piani evidenziati da fasce marcapiano<br \/>\n&#8211; Bugne ai primi due piani, parasta all&#8217;ultimo<br \/>\n&#8211; Cornicione modanato retto da eleganti mensole modulari in terracotta a forma di teste di putti<\/p>\n<p>Decorazione Graduata:<br \/>\n&#8211; Primo piano: finestre e balconi riquadrati da bugne con mensole lineari<br \/>\n&#8211; Secondo piano: cornici modanate, mensole curve a sesto ribassato, teste di putti in chiave<br \/>\n&#8211; Elementi prefabbricati: unit\u00e0 modulari in terracotta, come in altri palazzi del corso<\/p>\n<p>Piano Terra:<br \/>\n&#8211; Due portali ad arco a tutto sesto<br \/>\n&#8211; Primo portale: ingresso principale con portone in legno scolpito e ghiera in ghisa<br \/>\n&#8211; Secondo portale: accesso diretto alla corte, con volte a crociera (resti del chiostro)<\/p>\n<p>Il Prospetto su Via De Seta: Sobriet\u00e0 Funzionale<br \/>\nLa facciata secondaria presenta quattro piani (l&#8217;ultimo sopraelevato) con caratteri comuni ad altri edifici di Bellavista:<br \/>\n&#8211; Bugnato a fasce continue al piano terra<br \/>\n&#8211; Bugne alternate al secondo piano<br \/>\n&#8211; Portale centrale con androne voltato a padiglione decorato da affreschi<\/p>\n<p>La Corte: Memoria Conventuale<\/p>\n<p>La corte centrale conserva pochi elementi formali di rilievo, eccetto alcuni reggimensola in stucco decorati da motivi vegetali acantiformi, ultima eco della decorazione conventuale.<\/p>\n<p>La Lapide del Carpe Diem: Filosofia di Vita<\/p>\n<p>All&#8217;angolo del palazzo su Bellavista \u00e8 posta una lapide marmorea che riprende un testo di Ovidio con il celebre &#8220;Carpe Diem&#8221;. Un tempo questa lapide, insieme a un antico Crocefisso, era collocata presso la porta di Bellavista, costituita da un arco in muratura con porta di legno situata alla fine del corso.<\/p>\n<p>Un Palinsesto Urbano<\/p>\n<p>Palazzo Ruggero-Raffaelli rappresenta un perfetto palinsesto urbano che stratifica:<br \/>\nXVI secolo: il convento originario dei Minimi<br \/>\nXVII secolo: la ricostruzione post-terremoto del 1638<br \/>\nXVIII secolo: l&#8217;ampliamento di Padre Gaspa<br \/>\n1783: la devastazione del terremoto<br \/>\nXIX secolo: la trasformazione civile e il rifacimento di Manfredi<\/p>\n<p>Testimonianza di Trasformazioni<\/p>\n<p>Questo palazzo testimonia le grandi trasformazioni che hanno segnato Catanzaro:<br \/>\n&#8211; Religiose: dalla spiritualit\u00e0 francescana alla secolarizzazione<br \/>\n&#8211; Sociali: dall&#8217;ordine monastico alla borghesia ottocentesca<br \/>\n&#8211; Urbanistiche: dalla citt\u00e0 conventuale alla citt\u00e0 moderna<br \/>\n&#8211; Architettoniche: dal chiostro monastico al palazzo borghese<\/p>\n<p>Oggi, passeggiando lungo Corso Mazzini, si pu\u00f2 ancora percepire la stratificazione di questa storia nelle due facciate cos\u00ec diverse tra loro, testimonianza di come l&#8217;architettura sappia adattarsi ai tempi mantenendo viva la memoria del passato.<br \/>\nUn edificio che \u00e8 insieme documento storico e opera d&#8217;arte, dove ogni pietra racconta quattro secoli di fede, terremoti, soppressioni e rinascite, dimostrando la straordinaria capacit\u00e0 di resilienza di una citt\u00e0 che sa reinventarsi senza perdere la propria identit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1577, rifacimenti 1881 Architetto: Michele Manfredi All&#8217;incrocio tra Corso Mazzini e via De Seta, addossato alla cinquecentesca chiesa di San&#8230;<\/p>\n","protected":false},"featured_media":1232,"menu_order":42,"template":"","meta":[],"attraction_category":[18],"class_list":["post-1066","attraction","type-attraction","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","attraction_category-palazzi-storici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/visit.catanzaro.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/attraction\/1066","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/visit.catanzaro.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/attraction"}],"about":[{"href":"https:\/\/visit.catanzaro.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/attraction"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/visit.catanzaro.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1232"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/visit.catanzaro.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1066"}],"wp:term":[{"taxonomy":"attraction_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/visit.catanzaro.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/attraction_category?post=1066"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}